Sotto una pergola di uva fragola

Sotto una pergola di uva fragola

Ero sotto una pergola di uva fragola, una ventina di giorni fa. Mi inebriavo del profumo e del gusto di quei dolci acini. Avevo voglia di scrivere ma mi si accavallavano fastidiosamente i pensieri. Ogni chicco era una riflessione che ingoiavo per non dimenticarmene, idee che annotavo nel mio notes cerebrale, una dopo l’altra, una insieme all’altra, in uno schema che si apriva come la rappresentazione del network, moltiplicate fino a creare il caos.

La voglia di mettermi in azione era cosi forte e veloce da crearmi angoscia per non saper più da dove iniziare. Allora la soluzione migliore è lasciar decantare il mosto…solamente continuare a sgranare quei chicchi d’uva e respirarne profondamente il rilassante odore. E lasciavo così in sospeso “carta e penna”, o meglio, la tastiera del computer.

Succede a tutti. Ogni giorno sei coinvolto da delle priorità, il tuo ordinato progetto quotidiano si sconvolge sempre sotto le angherie dell’imprevisto, dell’urgenza, così come la tua volontà viene attentata dalla staticità. Ti vengono i nervi perchè sembra che nulla si muova, si smuova…le risposte che attendi non arrivano, le mail che invii rimangono nell’etere probabilmente. Come puoi prendere questo grosso pallone di Terra e Acqua, dunque di fango…e scuoterlo perchè si risvegli? perchè si sbrighi? perchè la vita è una sola e vuoi viverla? gli eventi, il quotidiano ti portano alla sopravvivenza, all’accettazione; devi diventare molto “zen” e continuare a legarti a quel profumo di uva fragola, ricordandoti come sei stato capace di tranquillizzare la tua ansia sotto quel pergolato…Devi attendere ma il mondo non attende, vuoi agire ma il mondo non agisce…E dunque?

Mi sorrido allo specchio, mi faccio coraggio, focalizzo i miei pensieri, traduco le parolacce che vorrei dire, in termini positivi, respiro profondamente e ci tento…ogni giorno provo, riprovo, controllo quel momento di vuoto devastante, riprendo i miei pensieri lasciati sotto quella pergola, li rimetto sulla pagina, riprendo i ricordi e gli affetti che danno valore e senso alla mia vita, come fossero le penne con cui scrivere il mio futuro. Non mollo: la mia autostima non la svendo, non perdo ciò che ho creato e conquistato, ciò che sono!



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